Prodi chiede chiarimenti ad Astana sulla legge che spiazza l’Eni

Il nostro ” caro presidente Prodi”, con una delegazione di rappresentanti di 200 imprese italiane tra cui grandi gruppi industriali come Finmeccanica, Italcementi, Erg, Cremonini, Auricchio, Riello, Fiat e Unicredit Group, si è recato in Kazakistan per “trattare” l’estrazione di petrolio dai giacimenti kazaki in cui hanno investito le nostre compagnie.Quello in Kashagan è il più grosso giacimento di greggio scoperto negli ultimi 30 anni, ma le condizioni ambientali (chiusura obbligata per quattro mesi all’anno causa gelo) e dalla necessità dell’impiego di tecnologie avanzate e molto costose: un barile di petrolio kazaco costerà dieci volte in più di quello estratto nel Golfo persico.

LA mia domanda è: se costa così tanto estrarre petrolio da quella 

landa desolata, se le tecnologie necessarie sono così elevate,

perchè diavolo non investono in fonti rinnovabili che costano meno e

richiedono lo stesso knowhow a livello tecnologico, per la miseria!?

LA vogliamo finire di investire in quella “merda” di petrolio una volta per tutte!

Per una volta caro presidente Prodi ( ricordiamo che fu presidente dell’ IRI) e cari industriali e bancari italiani, volete pensare alla salute delle persone ed al loro futuro!?

Volete pensare agli interessi del vostro popolo invece che agli interessi

delle multinazionali!

per chi ne vuole sapere di più clicki qui sopra e si legga l’articolo del sole24ore 

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