4 Ottobre 1957un “beep-beep” intermittente sconvolge il mondo

 Sputnik

 

Il 4 ottobre del 1957 una serie di bip intermittenti ( 0.3 secondi di beep e 0.3 di silenzio ) ricevuti dagli apparecchi radio di tutto il mondo segnavano l’entrata dell’uomo nell’era dello spazio. L’Unione sovietica era riuscita a lanciare lo Sputnik il primo satellite artificiale a entrare in orbita. Per 21 giorni gli strumenti di bordo rimasero funzionanti permettendo allo Sputnik di irradiare il suo segnale, per poi bruciare al rientro nell’atmosfera.L’impatto sull’opinione pubblica mondiale fu immenso, ma in piena guerra fredda a preoccupare il governo degli Stati uniti non fu tanto quella semplice palla di metallo di 58 cm di raggio ( un pallone da beach volley in pratica ) dotata di due radio trasmettitori e quattro antenne, ma il vettore che lo aveva lanciato in orbita.

L’R-7, sigla che identificava il missile sulla cui testa fu appoggiato lo Sputnik, mostrava ai comandi militari statunitensi che i sovietici non solo avevano un razzo capace di coprire lunghe distanze grazie a un sistema di guida affidabile ma che soprattutto era in grado di trasportare un carico pesante come una testata nucleare.

Le preoccupazioni dei generali statunitensi non trapelarono, lasciando campo allo stupore della gente per il primo passo dell’umanità verso la conquista dello spazio e l’inizio di fatto della competizione Usa-Urss per primeggiare non solo sulla Terra ma anche al di fuori dell’atmosfera. “Alzando lo sguardo al cielo era possibile vedere lo Sputnik – afferma il Nasa administrator Michael Griffin – e questo ci ricordava che una nazione che consideravamo arretrata e retta da un regime feroce ci stava lasciando indietro proprio nel campo tecnologico che consideravamo il nostro fiore all’occhiello”.

“Con il lancio dello Sputnik la corsa allo spazio iniziò frenetica, portando in soli 12 anni gli americani sulla Luna – ha detto Umberto Guidoni, l’astronauta italiano che per ben due volte è stato nello spazio – In un niente avevamo il cielo costellato di satelliti e le missioni spaziali si susseguivano facendoci sembrare tutto semplice, ma non lo era. In tanti non sono tornati dalla nuova frontiera spaziale”.

 

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